La menzione di san Valentino in due latercoli del martirologio geronimiano e una leggendaria Passio s. Valentini, composta con probabilità verso la seconda metà del VI secolo testimoniano che l’esistenza a Interama di un culto tributato alle spoglie mortali di un martire Valentino sia da ritenersi assolutamente certa. A sud di Terni è nota una vasta area cimiteriale contenuta all’ingrosso fra l’attuale via Mentana, a ovest, e il canale Cervino a nord e ad est. Allo stato attuale non e possibile dire se per l’età più antica (IV sec.)se ivi esistesse un vero e proprio cimitero funzionale alla città, o non piuttosto qualche nucleo cimiteriale sparso, connesso con insediamenti rurali o comunque, più genericamente, col tracciato dell’ Interamnana. E’ all’interno di quest’area che dové nascere e svilupparsi, a partire dalla prima metà del V sec., il culto di san Valentino; ed è qui che nel medioevo esisté una basilica dedicata a questo martire (ormai scomparsa in quanto sostituita ai primi del XVII sec. da quella tutt’ora esistente) e della quale la menzione più antica è contenuta in due passi del Liber pontificalis alla biografia di papa Zaccaria (741-752) in relazione agli eventi del 742. Di questa basilica sembra possa dirsi che fosse dotata di una confessione semianulare rinvenuta nel XVII sec. in occasione delle ricerche delle reliquie del martire, mentre il rinvenimento di lastre marmoree decorate a rilievo, attribuibili parte a officine locali e una almeno a bottega romana, che si distribuiscono cronologicamente fra il IV-V sec., la prima metà dell’VIII e il secondo venticinquennio del IX, potrebbero testimoniare diverse fasi di rinnovamento del suo arredo liturgico. Dall’area valentiniana provengono anche alcune epigrafi a carattere cristiano, alcune delle quali fornite di data consolare , che si dispongono cronologicamente fra il 366 e il 526, e alcuni sarcofagi (interi o frammentari) decorati con temi a contenuto cristiano che testimoniano l’esistenza, a Terni, di officine locali, e che confermano, insieme alle iscrizioni, la presenza in quell’area anche di ceti elitari. Quanto alle reliquie del martire, rinvenute nel 1605, queste giacevano nella cripta in corrispondenza dell’altare ed erano contenute in un sarcofago di piombo a sua volta protetto da una cassa di lastre di marmo di reimpiego. Il sepolcro era circondato da altre sepolture che, a quanto pare si trovavano a una quota più bassa, ma comunque stante il modo come procedettero i lavori in quella circostanza, nulla si può dire della situazione icnografica del luogo. Lo scheletro presentava la testa staccata dal corpo e misurava m. 1, 115 di altezza (un bambino?), ma le relazioni si presentano nell’insieme alquanto contraddittorie.

San Valentino e l'area cimiteriale "valentiniana" di Terni

GIORDANI, Roberto
2009

Abstract

La menzione di san Valentino in due latercoli del martirologio geronimiano e una leggendaria Passio s. Valentini, composta con probabilità verso la seconda metà del VI secolo testimoniano che l’esistenza a Interama di un culto tributato alle spoglie mortali di un martire Valentino sia da ritenersi assolutamente certa. A sud di Terni è nota una vasta area cimiteriale contenuta all’ingrosso fra l’attuale via Mentana, a ovest, e il canale Cervino a nord e ad est. Allo stato attuale non e possibile dire se per l’età più antica (IV sec.)se ivi esistesse un vero e proprio cimitero funzionale alla città, o non piuttosto qualche nucleo cimiteriale sparso, connesso con insediamenti rurali o comunque, più genericamente, col tracciato dell’ Interamnana. E’ all’interno di quest’area che dové nascere e svilupparsi, a partire dalla prima metà del V sec., il culto di san Valentino; ed è qui che nel medioevo esisté una basilica dedicata a questo martire (ormai scomparsa in quanto sostituita ai primi del XVII sec. da quella tutt’ora esistente) e della quale la menzione più antica è contenuta in due passi del Liber pontificalis alla biografia di papa Zaccaria (741-752) in relazione agli eventi del 742. Di questa basilica sembra possa dirsi che fosse dotata di una confessione semianulare rinvenuta nel XVII sec. in occasione delle ricerche delle reliquie del martire, mentre il rinvenimento di lastre marmoree decorate a rilievo, attribuibili parte a officine locali e una almeno a bottega romana, che si distribuiscono cronologicamente fra il IV-V sec., la prima metà dell’VIII e il secondo venticinquennio del IX, potrebbero testimoniare diverse fasi di rinnovamento del suo arredo liturgico. Dall’area valentiniana provengono anche alcune epigrafi a carattere cristiano, alcune delle quali fornite di data consolare , che si dispongono cronologicamente fra il 366 e il 526, e alcuni sarcofagi (interi o frammentari) decorati con temi a contenuto cristiano che testimoniano l’esistenza, a Terni, di officine locali, e che confermano, insieme alle iscrizioni, la presenza in quell’area anche di ceti elitari. Quanto alle reliquie del martire, rinvenute nel 1605, queste giacevano nella cripta in corrispondenza dell’altare ed erano contenute in un sarcofago di piombo a sua volta protetto da una cassa di lastre di marmo di reimpiego. Il sepolcro era circondato da altre sepolture che, a quanto pare si trovavano a una quota più bassa, ma comunque stante il modo come procedettero i lavori in quella circostanza, nulla si può dire della situazione icnografica del luogo. Lo scheletro presentava la testa staccata dal corpo e misurava m. 1, 115 di altezza (un bambino?), ma le relazioni si presentano nell’insieme alquanto contraddittorie.
9788887675931
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11391/15756
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