POSTER UROLOGIA FEMMINILE - TERAPIA E FOLLOW UP P151 CHIRURGIA DEL PROLASSO CON PRESERVAZIONE DELL’UTERO: RISULTATI A LUNGO TERMINE Scopo del lavoro: Nonostante l’utero rappresenti il risultato e non la causa del prolasso degli organi pelvici (POP), la terapia chirurgica standard di tale patologia è rappresentata dall’isterectomia associata ad una correzione dei diversi difetti urogenitali. I dati sulla chirurgia del POP con preservazione dell’utero sono scarsi, con risultati imprecisi e incompleti e soprattutto con follow up piuttosto brevi. In questo studio riportiamo la nostra esperienza a lungo termine (5 anni) in un gruppo di pazienti con POP severo, trattate con ricostruzione integrale del pavimento pelvico e preservazione dell’utero Materiali e metodi: 47 pazienti con POP sintomatico sono state sottoposte a chirurgia ricostruttiva con conservazione dell’utero. Sono state effettuate 40 isterocolposacropessie addominali e 7 laparoscopiche. Le pazienti sono state sottoposte ad una accurata valutazione pre operatoria: anamnesi generale ed uroginecologica, esame obiettivo, diario minzionale, urinocoltura, ecografia della statica pelvica, somministrazione di questionari sintomatologici e sulla qualità di vita (UDI 6 e IIQ 7), esame urodinamico. La classificazione del POP è stata eseguita con sistema HWS e POP quantification sistem (POP Q). Tutte le pazienti sono state rivalutate a 3, 6, 12 mesi e poi annualmente. L’outcome è stato valutato oggettivamente e soggettivamente mediante esame clinico, questionari, VAS score, esame urodinamico. È stato definito successo anatomico l’assenza di prolasso del compartimento centrale (punto C >-6) e/o di altri compartimenti < stadio/grado 2 . Successo soggettivo come assenza di sintomi correlati al POP o all’incontinenza Risultati: Ad un follow up medio di 60.7 mesi (range 12-141 mesi), i risultati anatomici in 46 pazienti (1 è stata persa al follow up) dimostrano la risoluzione del prolasso uterino in tutti casi: cistocele 2 in 6/47 pz (12,7%), rettocele 2 in 4/47 (8.5%). Nessuna paziente è stata rioperata per recidiva del prolasso. Persistenza di sintomi di svuotamento in 3/33 pz (6.4%) e di sintomi di riempimento in 6/32 (18.7%). 2 pazienti hanno presentato urgenza de novo. L’attività sessuale è stata mantenuta in 28/29 pz (95.5%). 4 pazienti hanno presentato una incontinenza urinaria de novo. 39 delle 47 pazienti (83%) si ritengono soddisfatte. Nessuna paziente ha sviluppato neoplasie dell’utero. Messaggio conclusivo: I risultati a lungo termine dimostrano gli ottimi risultati della ricostruzione integrale del pavimento (addominale o laparoscopica) con conservazione dell’utero. La tecnica è sicuramente proponibile a tutte le pazienti che vogliano mantenere l’integrità funzionale del proprio apparato genitale. È comunque indispensabile un consenso informato ad hoc che le avvisi sul rischio di una eventuale gravidanza e della necessità di un follow up a lungo termine per il controllo di eventuali patologie maligne.

Chirurgia del prolasso con preservazione dell’utero: risultati a lungo termine

COSTANTINI, Elisabetta;LAZZERI, MASSIMO;ZUCCHI, ALESSANDRO;MEARINI, Luigi;DEL ZINGARO, Michele;
2009

Abstract

POSTER UROLOGIA FEMMINILE - TERAPIA E FOLLOW UP P151 CHIRURGIA DEL PROLASSO CON PRESERVAZIONE DELL’UTERO: RISULTATI A LUNGO TERMINE Scopo del lavoro: Nonostante l’utero rappresenti il risultato e non la causa del prolasso degli organi pelvici (POP), la terapia chirurgica standard di tale patologia è rappresentata dall’isterectomia associata ad una correzione dei diversi difetti urogenitali. I dati sulla chirurgia del POP con preservazione dell’utero sono scarsi, con risultati imprecisi e incompleti e soprattutto con follow up piuttosto brevi. In questo studio riportiamo la nostra esperienza a lungo termine (5 anni) in un gruppo di pazienti con POP severo, trattate con ricostruzione integrale del pavimento pelvico e preservazione dell’utero Materiali e metodi: 47 pazienti con POP sintomatico sono state sottoposte a chirurgia ricostruttiva con conservazione dell’utero. Sono state effettuate 40 isterocolposacropessie addominali e 7 laparoscopiche. Le pazienti sono state sottoposte ad una accurata valutazione pre operatoria: anamnesi generale ed uroginecologica, esame obiettivo, diario minzionale, urinocoltura, ecografia della statica pelvica, somministrazione di questionari sintomatologici e sulla qualità di vita (UDI 6 e IIQ 7), esame urodinamico. La classificazione del POP è stata eseguita con sistema HWS e POP quantification sistem (POP Q). Tutte le pazienti sono state rivalutate a 3, 6, 12 mesi e poi annualmente. L’outcome è stato valutato oggettivamente e soggettivamente mediante esame clinico, questionari, VAS score, esame urodinamico. È stato definito successo anatomico l’assenza di prolasso del compartimento centrale (punto C >-6) e/o di altri compartimenti < stadio/grado 2 . Successo soggettivo come assenza di sintomi correlati al POP o all’incontinenza Risultati: Ad un follow up medio di 60.7 mesi (range 12-141 mesi), i risultati anatomici in 46 pazienti (1 è stata persa al follow up) dimostrano la risoluzione del prolasso uterino in tutti casi: cistocele 2 in 6/47 pz (12,7%), rettocele 2 in 4/47 (8.5%). Nessuna paziente è stata rioperata per recidiva del prolasso. Persistenza di sintomi di svuotamento in 3/33 pz (6.4%) e di sintomi di riempimento in 6/32 (18.7%). 2 pazienti hanno presentato urgenza de novo. L’attività sessuale è stata mantenuta in 28/29 pz (95.5%). 4 pazienti hanno presentato una incontinenza urinaria de novo. 39 delle 47 pazienti (83%) si ritengono soddisfatte. Nessuna paziente ha sviluppato neoplasie dell’utero. Messaggio conclusivo: I risultati a lungo termine dimostrano gli ottimi risultati della ricostruzione integrale del pavimento (addominale o laparoscopica) con conservazione dell’utero. La tecnica è sicuramente proponibile a tutte le pazienti che vogliano mantenere l’integrità funzionale del proprio apparato genitale. È comunque indispensabile un consenso informato ad hoc che le avvisi sul rischio di una eventuale gravidanza e della necessità di un follow up a lungo termine per il controllo di eventuali patologie maligne.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/159403
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