Il contributo analizza la comorbilità psichiatrica nelle persone con disabilità intellettiva (DI) e/o disturbo dello spettro autistico (DdSA), attraverso una mappatura sistematica della letteratura internazionale (1996-2016). I risultati mostrano una prevalenza di disturbi psichiatrici dalle quattro alle otto volte superiore rispetto alla popolazione generale, con frequente compresenza di disturbi dell’umore, d’ansia, psicotici e comportamentali. Le ampie discrepanze riscontrate nei tassi di prevalenza sono attribuite a differenze metodologiche e diagnostiche, alla complessità della presentazione clinica e ai limiti degli strumenti di valutazione. Gli autori sottolineano come le caratteristiche cognitive, comunicative e sociali proprie di DI e DdSA possano mascherare o alterare la sintomatologia psichiatrica, generando fenomeni di “sovra-ombratura diagnostica”. Vengono discussi modelli e strumenti valutativi specifici — come il DC-LD, il DM-ID e lo SPAIDD — che consentono di migliorare la sensibilità diagnostica. Il lavoro conclude evidenziando l’esigenza di una maggiore formazione clinica e di servizi più preparati ad accogliere le persone con disabilità intellettiva e autismo che presentano disturbi psichiatrici associati.
La comorbidità psichiatrica nella disabilità intellettiva e nel disturbo dello spettro autistico: prevalenza e problematicità diagnostiche
Elisa Rondini
2017
Abstract
Il contributo analizza la comorbilità psichiatrica nelle persone con disabilità intellettiva (DI) e/o disturbo dello spettro autistico (DdSA), attraverso una mappatura sistematica della letteratura internazionale (1996-2016). I risultati mostrano una prevalenza di disturbi psichiatrici dalle quattro alle otto volte superiore rispetto alla popolazione generale, con frequente compresenza di disturbi dell’umore, d’ansia, psicotici e comportamentali. Le ampie discrepanze riscontrate nei tassi di prevalenza sono attribuite a differenze metodologiche e diagnostiche, alla complessità della presentazione clinica e ai limiti degli strumenti di valutazione. Gli autori sottolineano come le caratteristiche cognitive, comunicative e sociali proprie di DI e DdSA possano mascherare o alterare la sintomatologia psichiatrica, generando fenomeni di “sovra-ombratura diagnostica”. Vengono discussi modelli e strumenti valutativi specifici — come il DC-LD, il DM-ID e lo SPAIDD — che consentono di migliorare la sensibilità diagnostica. Il lavoro conclude evidenziando l’esigenza di una maggiore formazione clinica e di servizi più preparati ad accogliere le persone con disabilità intellettiva e autismo che presentano disturbi psichiatrici associati.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


