L’articolo rileva e valuta il ricorso attuale o potenziale a tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale nell’ambito della valutazione delle domane di protezione internazionale nei Paesi Membri dell’UE, alla luce dei peculiari caratteri del procedimento di accertamento e dei criteri stabiliti a livello internazionale ed europeo, con particolare riguardo alla valutazione della credibilità quale fulcro dell’esame, e al principio del suo carattere individuale. Conclude che l’uso dell’IA per ottenere informazioni circa la provenienza, l’identità e la vicenda del richiedente, o per testare la sua tendenza a mentire, è radicalmente incompatibile con tali criteri.

La (in)compatibilità dell’uso dell’Intelligenza Artificiale nella valutazione delle domande di protezione internazionale con i criteri di accertamento internazionalmente riconosciuti

Amina Maneggia
2026

Abstract

L’articolo rileva e valuta il ricorso attuale o potenziale a tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale nell’ambito della valutazione delle domane di protezione internazionale nei Paesi Membri dell’UE, alla luce dei peculiari caratteri del procedimento di accertamento e dei criteri stabiliti a livello internazionale ed europeo, con particolare riguardo alla valutazione della credibilità quale fulcro dell’esame, e al principio del suo carattere individuale. Conclude che l’uso dell’IA per ottenere informazioni circa la provenienza, l’identità e la vicenda del richiedente, o per testare la sua tendenza a mentire, è radicalmente incompatibile con tali criteri.
2026
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1613776
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