La villa medicea dell’Ambrogiana, ideata come villa di delizia della famiglia Medici ha avuto la tristissima sorte di essere trasformata in un carcere per malattie mentali. Le condizioni conservative in cui il complesso attualmente si trova sono terribili: dall’esterno la villa è separata dal parco da un alto muro di cinta, in parte soprelevato con garitte. È una delle tante ferite inflitte al monumento dal suo sfortunatissimo destino e dall’uso assai improprio che è stato fatto del monumento. La villa, un tempo accessibile dall’Arno con imbarcazioni fluviali e con carrozze da due viali alberati, uno proveniente da Montelupo, l’altro dalla località Erta, adesso è inaccessibile alla collettività poiché divenuta carcere poi ospedale psichiatrico giudiziario, funzione mantenuta fino al 2017 quando la villa è passata dal Ministero di Grazia e Giustizia al Demanio: adesso è in attesa di una nuova vita.

La villa dell’Ambrogiana. Leggere la storia per immaginare nuove destinazioni funzionali

Funis F.
2026

Abstract

La villa medicea dell’Ambrogiana, ideata come villa di delizia della famiglia Medici ha avuto la tristissima sorte di essere trasformata in un carcere per malattie mentali. Le condizioni conservative in cui il complesso attualmente si trova sono terribili: dall’esterno la villa è separata dal parco da un alto muro di cinta, in parte soprelevato con garitte. È una delle tante ferite inflitte al monumento dal suo sfortunatissimo destino e dall’uso assai improprio che è stato fatto del monumento. La villa, un tempo accessibile dall’Arno con imbarcazioni fluviali e con carrozze da due viali alberati, uno proveniente da Montelupo, l’altro dalla località Erta, adesso è inaccessibile alla collettività poiché divenuta carcere poi ospedale psichiatrico giudiziario, funzione mantenuta fino al 2017 quando la villa è passata dal Ministero di Grazia e Giustizia al Demanio: adesso è in attesa di una nuova vita.
2026
979-12-218-2406-3
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1614800
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