Il tema del rivestimento architettonico può essere indagato nel suo duplice carattere: da un lato, come componente propria del manufatto architettonico, diretta espressione della spazialità interna; dall’altro come elemento linguistico autonomo, che si costituisce come involucro. Da questo punto di vista, il tema del rivestimento continua ad assumere interessanti declinazioni, anche nell’ambito degli interventi sul costruito, nella definizione dell’immagine urbana. Due sono i casi secondo cui analizzare l’intervento in facciata: quello in cui il rivestimento si configura come un elemento fortemente connotato dal punto di vista materico, mediante l’utilizzo di materiali tradizionali, e quello in cui si caratterizza come una componente effimera, portando allo sviluppo di un linguaggio architettonico in cui il rapporto tra interno/esterno e la relazione pianta/prospetto non è di tipo diretto. La superficie può assumere il ruolo di filtro e diaframma capace di generare una ambiguità visiva e di significato nelle relazioni tra le parti. Da qui il rapporto tra materiale e immateriale, contenuto e contenitore, pieno e vuoto.
Il rivestimento architettonico tra materiale e immateriale
Paolo Belardi
;Eliana Martinelli
;Giovanna Ramaccini
;Monica Battistoni
;Camilla Sorignani
2025
Abstract
Il tema del rivestimento architettonico può essere indagato nel suo duplice carattere: da un lato, come componente propria del manufatto architettonico, diretta espressione della spazialità interna; dall’altro come elemento linguistico autonomo, che si costituisce come involucro. Da questo punto di vista, il tema del rivestimento continua ad assumere interessanti declinazioni, anche nell’ambito degli interventi sul costruito, nella definizione dell’immagine urbana. Due sono i casi secondo cui analizzare l’intervento in facciata: quello in cui il rivestimento si configura come un elemento fortemente connotato dal punto di vista materico, mediante l’utilizzo di materiali tradizionali, e quello in cui si caratterizza come una componente effimera, portando allo sviluppo di un linguaggio architettonico in cui il rapporto tra interno/esterno e la relazione pianta/prospetto non è di tipo diretto. La superficie può assumere il ruolo di filtro e diaframma capace di generare una ambiguità visiva e di significato nelle relazioni tra le parti. Da qui il rapporto tra materiale e immateriale, contenuto e contenitore, pieno e vuoto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


