Il contributo esamina il sonetto attribuito a Boccaccio "Cesare, poi ch'ebbe, per tradimento" e propone al verso 2 una soluzione editoriale diversa da quella accettata dalla tradizione editoriale (anche dalla recente edizione critica a cura di Roberto Leporatti), proposta da cui discenderebbe una prova della non attribuibilità del testo a Boccaccio. Si confronta poi il sonetto con due possibili modelli: Petrarca, RVF CII e Antonio da Ferrara, "Cesare, poi che recevé 'l presente", con considerazioni stilistiche e valutazioni relative alla priorità del sonetto petrarchesco rispetto agli altri due testi gemelli.

Un sonetto da togliere a Boccaccio e una questione ecdotica

PICCINI D
2016

Abstract

Il contributo esamina il sonetto attribuito a Boccaccio "Cesare, poi ch'ebbe, per tradimento" e propone al verso 2 una soluzione editoriale diversa da quella accettata dalla tradizione editoriale (anche dalla recente edizione critica a cura di Roberto Leporatti), proposta da cui discenderebbe una prova della non attribuibilità del testo a Boccaccio. Si confronta poi il sonetto con due possibili modelli: Petrarca, RVF CII e Antonio da Ferrara, "Cesare, poi che recevé 'l presente", con considerazioni stilistiche e valutazioni relative alla priorità del sonetto petrarchesco rispetto agli altri due testi gemelli.
2016
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1615595
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