L’articolo analizza la certificazione di genere (secondo la norma UNI/PdR 125:2022 pubblicata il 16 marzo 2022 dall’Ente nazionale di normazione UNI) come strumento atto a favorire l’adozione, da parte di organizzazioni pubbliche o private, di politiche per la parità di genere (occupazionale e salariale) e per l’empowerment femminile (in termini di progressione di carriera) e rivolto anche a migliorare la tutela della maternità e l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro. L’articolo, a partire dall’esame di un case-study (la Tarkett spa), evidenzia i possibili vantaggi, i diversi vincoli all’adozione, gli incentivi governativi a disposizione. L’articolo mette in luce come la certificazione di genere metta concretamente in pratica i principi della Rivoluzione francese e possa riannodare etica maschile della giustizia ed etica femminile della cura.
La certificazione di genere: dalla cultura alla pratica
Montesi Cristina
2025
Abstract
L’articolo analizza la certificazione di genere (secondo la norma UNI/PdR 125:2022 pubblicata il 16 marzo 2022 dall’Ente nazionale di normazione UNI) come strumento atto a favorire l’adozione, da parte di organizzazioni pubbliche o private, di politiche per la parità di genere (occupazionale e salariale) e per l’empowerment femminile (in termini di progressione di carriera) e rivolto anche a migliorare la tutela della maternità e l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro. L’articolo, a partire dall’esame di un case-study (la Tarkett spa), evidenzia i possibili vantaggi, i diversi vincoli all’adozione, gli incentivi governativi a disposizione. L’articolo mette in luce come la certificazione di genere metta concretamente in pratica i principi della Rivoluzione francese e possa riannodare etica maschile della giustizia ed etica femminile della cura.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


