La nuova direttiva europea sulla depurazione delle acque urbane UE 2024/3019 rappresenta una sostanziale rivoluzione per il settore grazie ai notevoli cambiamenti che introduce rispetto a quanto prevedeva la precedente direttiva 91/271/CEE. I cambiamenti avvenuti in oltre trent’anni , non solo dal punto di vista politico ma anche tecnico, scientifico e sociale, vengono di fatto recepiti dalla nuova direttiva. Sicuramente l’aspetto di maggiore rilievo è rappresentato dalla trasposizione, anche per il settore della depurazione acque, degli obbiettivi legati al Green Deal, fra i quali i principali sono l’autosufficienza energetica, mediante fonti rinnovabili, e l’economia circolare (riuso delle acque e dei fanghi). Tuttavia, vi sono anche ulteriori novità rappresentate dalla tutela della salute con un approccio “One Health”, l’utilizzo delle acque reflue urbane per la sorveglianza sanitaria e l’introduzione di requisiti di monitoraggio per microinquinanti (tra questi gli ormai ex inquinanti emergenti), inclusi microplastiche e PFAS, sempre con il fine di proteggere gli ecosistemi acquatici e la salute pubblica. Tutte queste novità rappresentano delle sfide ma anche delle importanti opportunità che bisognerà essere in grado saper cogliere nei prossimi anni. A fianco di questi aspetti, di natura più tecnica ed economica, la nuova direttiva evidenzia, indirettamente, anche degli aspetti che riguardano più da vicino le società moderne e la concezione che queste hanno dell’ambiente e della sua protezione. La tipologia e la natura dei microinquinanti costituiscono un punto di partenza per alcune riflessioni che mettono in evidenza come l’idea di protezione dell’ambiente appaia attualmente essere subordinata da una parte allo sviluppo della tecnica e dall’altra a quello che viene ritenuto essere lo sviluppo sociale.

LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA SULLE ACQUE REFLUE URBANE: UNA RIFLESSIONE SULLA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE FRA SVILUPPO DELLA TECNICA E SVILUPPO SOCIALE

Di Maria, Francesco
Conceptualization
;
2026

Abstract

La nuova direttiva europea sulla depurazione delle acque urbane UE 2024/3019 rappresenta una sostanziale rivoluzione per il settore grazie ai notevoli cambiamenti che introduce rispetto a quanto prevedeva la precedente direttiva 91/271/CEE. I cambiamenti avvenuti in oltre trent’anni , non solo dal punto di vista politico ma anche tecnico, scientifico e sociale, vengono di fatto recepiti dalla nuova direttiva. Sicuramente l’aspetto di maggiore rilievo è rappresentato dalla trasposizione, anche per il settore della depurazione acque, degli obbiettivi legati al Green Deal, fra i quali i principali sono l’autosufficienza energetica, mediante fonti rinnovabili, e l’economia circolare (riuso delle acque e dei fanghi). Tuttavia, vi sono anche ulteriori novità rappresentate dalla tutela della salute con un approccio “One Health”, l’utilizzo delle acque reflue urbane per la sorveglianza sanitaria e l’introduzione di requisiti di monitoraggio per microinquinanti (tra questi gli ormai ex inquinanti emergenti), inclusi microplastiche e PFAS, sempre con il fine di proteggere gli ecosistemi acquatici e la salute pubblica. Tutte queste novità rappresentano delle sfide ma anche delle importanti opportunità che bisognerà essere in grado saper cogliere nei prossimi anni. A fianco di questi aspetti, di natura più tecnica ed economica, la nuova direttiva evidenzia, indirettamente, anche degli aspetti che riguardano più da vicino le società moderne e la concezione che queste hanno dell’ambiente e della sua protezione. La tipologia e la natura dei microinquinanti costituiscono un punto di partenza per alcune riflessioni che mettono in evidenza come l’idea di protezione dell’ambiente appaia attualmente essere subordinata da una parte allo sviluppo della tecnica e dall’altra a quello che viene ritenuto essere lo sviluppo sociale.
2026
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