Giano bifronte è la chiave simbolica per rappresentare il capitalismo contemporaneo, sia dal punto di vista delle grandi imprese oligopolistiche che ne sono protagoniste sia dal punto di vista dei cittadini/consumatori/lavoratori che ne subiscono gli effetti, perché Giano è la divinità romana che guarda al Passato ed al tempo stesso al Futuro, così lo descrive Ovidio ne "I Fasti". Il volto che guarda al passato è quello del capitalismo che si è trasformato in neo-feudalesimo, quello che guarda al Futuro è il capitalismo digitale basato su innovazione radicale (AI) e innovazione dirompente. Giano, come Bauman, vuole evitare la Retrotopia: avendo due volti ci esorta a fare tesoro del Passato cogliendone gli insegnamenti, ma anche a guardare con più fiducia ad un Futuro che ci sta già sta venendo incontro e che non va subìto passivamente, ma che va governato attraverso il ritorno ad un’immaginazione sociale in grado di disegnare di utopie realistiche che lavorino, con speranza e pazienza, per società migliori, non perfette. Occorre anche ristrutturare il mercato digitale ridimensionando la grandezza dei colossi digitali, favorendo l’entrata di nuovi concorrenti, ampliando le forme di proprietà delle piattaforme (non solo privata, ma pubblica e comune), regolamentando i monopoli digitali esistenti, tutelando in misura maggiore il diritto alla privacy; rilanciare il multilateralismo per tentare di risolvere i problemi relativi ai beni comuni globali (clima, Spazio, Artico, Antartico, grandi foreste, etc.) evitando la loro privatizzazione da parte dei Tecno-Titani anche con la creazione di nuove istituzioni transnazionali di vigilanza e regolamentazione socio-economico-ambientale; ricostruire a livello locale comunità aperte, rafforzare i legami sociali ed il welfare comunitario; rafforzare a livello nazionale il welfare state e modificare la tassazione in senso più progressivo; sviluppare un senso del noi cosmopolita che contrasti l’idea di scontro di civiltà; sviluppare intelligenza ecologica per la cura del pianeta.

Giano Bifronte come chiave simbolica del tecnocapitalismo contemporaneo

Cristina Montesi
2026

Abstract

Giano bifronte è la chiave simbolica per rappresentare il capitalismo contemporaneo, sia dal punto di vista delle grandi imprese oligopolistiche che ne sono protagoniste sia dal punto di vista dei cittadini/consumatori/lavoratori che ne subiscono gli effetti, perché Giano è la divinità romana che guarda al Passato ed al tempo stesso al Futuro, così lo descrive Ovidio ne "I Fasti". Il volto che guarda al passato è quello del capitalismo che si è trasformato in neo-feudalesimo, quello che guarda al Futuro è il capitalismo digitale basato su innovazione radicale (AI) e innovazione dirompente. Giano, come Bauman, vuole evitare la Retrotopia: avendo due volti ci esorta a fare tesoro del Passato cogliendone gli insegnamenti, ma anche a guardare con più fiducia ad un Futuro che ci sta già sta venendo incontro e che non va subìto passivamente, ma che va governato attraverso il ritorno ad un’immaginazione sociale in grado di disegnare di utopie realistiche che lavorino, con speranza e pazienza, per società migliori, non perfette. Occorre anche ristrutturare il mercato digitale ridimensionando la grandezza dei colossi digitali, favorendo l’entrata di nuovi concorrenti, ampliando le forme di proprietà delle piattaforme (non solo privata, ma pubblica e comune), regolamentando i monopoli digitali esistenti, tutelando in misura maggiore il diritto alla privacy; rilanciare il multilateralismo per tentare di risolvere i problemi relativi ai beni comuni globali (clima, Spazio, Artico, Antartico, grandi foreste, etc.) evitando la loro privatizzazione da parte dei Tecno-Titani anche con la creazione di nuove istituzioni transnazionali di vigilanza e regolamentazione socio-economico-ambientale; ricostruire a livello locale comunità aperte, rafforzare i legami sociali ed il welfare comunitario; rafforzare a livello nazionale il welfare state e modificare la tassazione in senso più progressivo; sviluppare un senso del noi cosmopolita che contrasti l’idea di scontro di civiltà; sviluppare intelligenza ecologica per la cura del pianeta.
2026
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1630134
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