Il contributo affronta il tema del riuso adattivo del patrimonio costruito come processo conoscitivo e progettuale, fondato sul recupero della memoria dei luoghi e sulla lettura evolutiva delle trasformazioni architettoniche e urbane. Superando una visione meramente funzionale del riuso, la ricerca interpreta l’architettura come sistema dinamico, stratificato nel tempo, in cui forma, funzione e significato si ridefiniscono attraverso processi di adattamento continuo. Il quadro teorico si fonda su una prospettiva evoluzionista, richiamando i concetti di adattamento ed ex-aptation e riconosce nel disegno e nel rilievo strumenti centrali per l’interpretazione critica delle permanenze e delle discontinuità del costruito. Attraverso l’analisi comparata di ambiti della città storica e moderna di Perugia, si vuole indagare il ruolo del riuso adattivo nella conservazione dei linguaggi urbani e nella riattivazione dei rapporti tra spazio, uso e comunità. La metodologia proposta integra rilievo, rappresentazione e lettura storico-critica, restituendo il progetto come esito di un processo di conoscenza profonda e non come semplice risposta prestazionale. In tale prospettiva, il recupero della memoria si configura come condizione necessaria per orientare trasformazioni consapevoli, capaci di garantire continuità culturale e qualità spaziale nel tempo.
Disegnare per il riuso adattivo. Letture, analisi e sperimentazioni della città storica al paesaggio contemporaneo
Fabio Bianconi;Marco Filippucci;Simona Ceccaroni;Claudia Cerbai;Michela Meschini;Laura Suvieri
2026
Abstract
Il contributo affronta il tema del riuso adattivo del patrimonio costruito come processo conoscitivo e progettuale, fondato sul recupero della memoria dei luoghi e sulla lettura evolutiva delle trasformazioni architettoniche e urbane. Superando una visione meramente funzionale del riuso, la ricerca interpreta l’architettura come sistema dinamico, stratificato nel tempo, in cui forma, funzione e significato si ridefiniscono attraverso processi di adattamento continuo. Il quadro teorico si fonda su una prospettiva evoluzionista, richiamando i concetti di adattamento ed ex-aptation e riconosce nel disegno e nel rilievo strumenti centrali per l’interpretazione critica delle permanenze e delle discontinuità del costruito. Attraverso l’analisi comparata di ambiti della città storica e moderna di Perugia, si vuole indagare il ruolo del riuso adattivo nella conservazione dei linguaggi urbani e nella riattivazione dei rapporti tra spazio, uso e comunità. La metodologia proposta integra rilievo, rappresentazione e lettura storico-critica, restituendo il progetto come esito di un processo di conoscenza profonda e non come semplice risposta prestazionale. In tale prospettiva, il recupero della memoria si configura come condizione necessaria per orientare trasformazioni consapevoli, capaci di garantire continuità culturale e qualità spaziale nel tempo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


