Il contributo prende avvio dall’analisi sistematica dei numerosi apprestamenti metallurgici rinvenuti presso il santuario emporico di Gravisca (Tarquinia), sia nelle campagne di scavo realizzate negli anni settanta, sia in quelle attualmente in corso. La presentazione puntuale di questi impianti pone in evidenza, oltre ad alcune caratteristiche più strettamente legate all’ambito della produzione (tipologia delle fornaci, ridondanza spaziale delle aree di lavorazione, natura dei residui di fusione, connessioni con pozzi ecc.), lo stretto legame esistente tra gli impianti metallurgici e il santuario di Afrodite. La disamina incrociata delle fonti letterarie, di quelle iconografiche e di altri contesti archeologici (Atene, Corinto, Naukratis, Cipro), ha permesso di allargare l’ambito di ricerca, rivelando chiaramente come il legame tra la dea e la metallurgia, lungi dall’essere l’esito di scelte occasionali, traesse la propria origine da motivazioni di carattere più strettamente sacrale: ne emerge infatti il legame, molto remoto, tra Afrodite e il mondo dei metalli (non a caso è nel mito la sposa di Efesto), laddove questi ultimi sono considerati nel mondo antico, al pare degli altri esseri viventi, parte della sfera biotica, e quindi come tali soggetti all’influenza vivificante della dea, la cui potenza si esplicava appunto al di sopra ogni aspetto della vita animale e vegetale.

La fusione, Afrodite e l’emporion

FIORINI, Lucio;
2007

Abstract

Il contributo prende avvio dall’analisi sistematica dei numerosi apprestamenti metallurgici rinvenuti presso il santuario emporico di Gravisca (Tarquinia), sia nelle campagne di scavo realizzate negli anni settanta, sia in quelle attualmente in corso. La presentazione puntuale di questi impianti pone in evidenza, oltre ad alcune caratteristiche più strettamente legate all’ambito della produzione (tipologia delle fornaci, ridondanza spaziale delle aree di lavorazione, natura dei residui di fusione, connessioni con pozzi ecc.), lo stretto legame esistente tra gli impianti metallurgici e il santuario di Afrodite. La disamina incrociata delle fonti letterarie, di quelle iconografiche e di altri contesti archeologici (Atene, Corinto, Naukratis, Cipro), ha permesso di allargare l’ambito di ricerca, rivelando chiaramente come il legame tra la dea e la metallurgia, lungi dall’essere l’esito di scelte occasionali, traesse la propria origine da motivazioni di carattere più strettamente sacrale: ne emerge infatti il legame, molto remoto, tra Afrodite e il mondo dei metalli (non a caso è nel mito la sposa di Efesto), laddove questi ultimi sono considerati nel mondo antico, al pare degli altri esseri viventi, parte della sfera biotica, e quindi come tali soggetti all’influenza vivificante della dea, la cui potenza si esplicava appunto al di sopra ogni aspetto della vita animale e vegetale.
2007
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/164436
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