A partire da una lettura critica del testo di D. Palumbo, L'Unesco e il campanile, dedicato alle politiche del patrimonio e alle poetiche della storia, l’articolo mette in luce il rapporto fra dinamiche di incorporazione e processi di oggettivazione delle “cose culturali”. Lungo questa linea, attingendo ad alcuni passi delle Lettere luterane di Pier Paolo Pasolini, in cui le cose sono viste come ostacoli che, attraverso un peculiare linguaggio "inarticolato", separano le generazioni, è sviluppata un’analisi di due principali questioni: (a) come individuare le relazioni tra oggetti patrimoniali e politiche della memoria; (b) come studiare quelle relazioni attraverso un'etnografia dei vuoti e dei silenzi che accompagnano e circoscrivono gli oggetti.

Il linguaggio inarticolato delle “cose culturali”

MINELLI, MASSIMILIANO
2004

Abstract

A partire da una lettura critica del testo di D. Palumbo, L'Unesco e il campanile, dedicato alle politiche del patrimonio e alle poetiche della storia, l’articolo mette in luce il rapporto fra dinamiche di incorporazione e processi di oggettivazione delle “cose culturali”. Lungo questa linea, attingendo ad alcuni passi delle Lettere luterane di Pier Paolo Pasolini, in cui le cose sono viste come ostacoli che, attraverso un peculiare linguaggio "inarticolato", separano le generazioni, è sviluppata un’analisi di due principali questioni: (a) come individuare le relazioni tra oggetti patrimoniali e politiche della memoria; (b) come studiare quelle relazioni attraverso un'etnografia dei vuoti e dei silenzi che accompagnano e circoscrivono gli oggetti.
2004
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/164909
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