Nelle azioni di accertamento negativo, il rischio di una possibile compressione del diritto di difesa del convenuto si palesa soprattutto in relazione alla questione della distribuzione degli oneri di allegazione e di prova tra le parti e, di conseguenza, dell’efficacia di accertamento della sentenza che definisca nel merito il processo attraverso il ricorso alla regola di giudizio sul fatto incerto. Infatti, a seconda che si interpreti la regola dell’onere della prova dando rilievo alla posizione sostanziale delle parti ovvero alla loro posizione processuale rispetto all’effetto giuridico richiesto, muta la parte a danno della quale si riflette l’incertezza sul fatto. L’Autrice, dopo aver esaminato il fondamento sistematico delle possibili ricostruzioni e le rispettive ricadute applicative, evidenzia come entrambe le soluzioni, se rapportate a questo specifico ambito di applicazione, non producono risultati del tutto soddisfacenti. Tuttavia, essa ritiene legittimo esprimere una preferenza a favore della ricostruzione della ripartizione dell’onere della prova fondata sulla posizione sostanziale delle parti all’interno del rapporto controverso, in quanto la sola in grado di garantire l’attuazione del principio cardine della tutela dichiarativa, per il quale la dichiarazione giudiziale di esistenza del diritto controverso deve fondarsi sull’accertata esistenza dei fatti costitutivi dello stesso

La ripartizione dell'onere della prova nelle azioni di accertamento negativo

CARIGLIA, CHIARA
2010

Abstract

Nelle azioni di accertamento negativo, il rischio di una possibile compressione del diritto di difesa del convenuto si palesa soprattutto in relazione alla questione della distribuzione degli oneri di allegazione e di prova tra le parti e, di conseguenza, dell’efficacia di accertamento della sentenza che definisca nel merito il processo attraverso il ricorso alla regola di giudizio sul fatto incerto. Infatti, a seconda che si interpreti la regola dell’onere della prova dando rilievo alla posizione sostanziale delle parti ovvero alla loro posizione processuale rispetto all’effetto giuridico richiesto, muta la parte a danno della quale si riflette l’incertezza sul fatto. L’Autrice, dopo aver esaminato il fondamento sistematico delle possibili ricostruzioni e le rispettive ricadute applicative, evidenzia come entrambe le soluzioni, se rapportate a questo specifico ambito di applicazione, non producono risultati del tutto soddisfacenti. Tuttavia, essa ritiene legittimo esprimere una preferenza a favore della ricostruzione della ripartizione dell’onere della prova fondata sulla posizione sostanziale delle parti all’interno del rapporto controverso, in quanto la sola in grado di garantire l’attuazione del principio cardine della tutela dichiarativa, per il quale la dichiarazione giudiziale di esistenza del diritto controverso deve fondarsi sull’accertata esistenza dei fatti costitutivi dello stesso
2010
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