Il Corso di laurea in Attività di Protezione Civile dell’Università degli Studi di Perugia con sede a Foligno nasce, nell’A.A 2008-2009, come Diploma di Laurea per diventare infine Corso di Laurea in Attività di Protezione Civile, dopo il terremoto che colpì l’Umbria ed anche la città di Foligno nel 1997. Tale percorso formativo deriva, pertanto dall’esigenza delle istituzioni e della collettività di una più profonda e consapevole conoscenza delle caratteristiche geologico-geomorfologiche ed ambientali s.l. dei diversi territori e dei rischi connessi. I territori abitati e vissuti dalle popolazioni hanno una storia geologica che racconta e fornisce la motivazioni della loro evoluzione e dell’attuale configurazione morfologica, delle vicende naturali e dei processi morfogenetici ed antropici che li hanno modellati e coinvolti. L’evento sismico del 1997, non nuovo alle popolazioni dell’Umbria, che storicamente si sono confrontate con questo tipo di rischio, ha però in quella particolare occasione, colpito la sensibilità e le coscienze della collettività e riaffermato il già consolidato senso di appartenenza ai luoghi, da conoscere, tutelare e mettere in sicurezza. La percezione dei rischi connessi al territorio e la loro adeguata gestione si basa, pertanto, su una puntuale conoscenza scientifica. Da questa consapevolezza e volontà di conoscere e salvaguardare persone e cose, ed entro certi limiti, non tanto prevedere quanto prevenire eventi calamitosi, è emersa l’esigenza di un corso di Laurea in grado di formare una figura professionale capace di confrontarsi e gestire i rischi ambientali non solo in emergenza, ma anche di organizzare e programmare le necessarie procedure ed attività di prevenzione, di educazione e comunicazione dei contenuti di Protezione Civile Dal corso di laurea in Attività di Protezione Civile, escono pertanto, nuovi professionisti, secondo un iter di studi, assolutamente originale nel panorama universitario italiano, consapevoli della vulnerabilità dei territori e del necessario approccio alla gestione dei loro diversi rischi, in tempo di pace ed in emergenza. Gli studenti in Protezione Civile provengono da un bacino di utenza culturale e nazionale molto ampio, motivati dalla consapevolezza dei rischi presenti nei territori di appartenenza, disposti alla condivisione dei problemi connessi e, attraverso il corso di studi, addestrati alla risoluzione degli stessi Le loro competenze ed esperienze vengono maturate attraverso un percorso universitario organizzato in lezioni frontali ed esercitazioni che affrontano i più diversi scenari di rischio teorici e pratici: sismico (Abruzzo), vulcanico (Etna e Vesuvio), idrogeologico (Vajont e Sarno), da tsunami e uragani (Sri Lanka, News Orleans), incendio, ecc. nonché i rischi di natura batteriologico-chimica (Sars, Aviaria), ecc. La percezione e l’acquisizione da parte della collettività, infine, dei fattori di rischio di un territorio va trasmessa nel pieno rigore scientifico, ma comunicata in maniera accessibile e condivisa con un’utenza culturalmente ampia, per avere la giusta conoscenza dei processi naturali e procedere ad una corretta gestione dei loro effetti.
Il Corso di Laurea in Attività di Protezione Civile: percezione, conoscenza e gestione dei rischi ambientali
GREGORI, Lucilia
2010
Abstract
Il Corso di laurea in Attività di Protezione Civile dell’Università degli Studi di Perugia con sede a Foligno nasce, nell’A.A 2008-2009, come Diploma di Laurea per diventare infine Corso di Laurea in Attività di Protezione Civile, dopo il terremoto che colpì l’Umbria ed anche la città di Foligno nel 1997. Tale percorso formativo deriva, pertanto dall’esigenza delle istituzioni e della collettività di una più profonda e consapevole conoscenza delle caratteristiche geologico-geomorfologiche ed ambientali s.l. dei diversi territori e dei rischi connessi. I territori abitati e vissuti dalle popolazioni hanno una storia geologica che racconta e fornisce la motivazioni della loro evoluzione e dell’attuale configurazione morfologica, delle vicende naturali e dei processi morfogenetici ed antropici che li hanno modellati e coinvolti. L’evento sismico del 1997, non nuovo alle popolazioni dell’Umbria, che storicamente si sono confrontate con questo tipo di rischio, ha però in quella particolare occasione, colpito la sensibilità e le coscienze della collettività e riaffermato il già consolidato senso di appartenenza ai luoghi, da conoscere, tutelare e mettere in sicurezza. La percezione dei rischi connessi al territorio e la loro adeguata gestione si basa, pertanto, su una puntuale conoscenza scientifica. Da questa consapevolezza e volontà di conoscere e salvaguardare persone e cose, ed entro certi limiti, non tanto prevedere quanto prevenire eventi calamitosi, è emersa l’esigenza di un corso di Laurea in grado di formare una figura professionale capace di confrontarsi e gestire i rischi ambientali non solo in emergenza, ma anche di organizzare e programmare le necessarie procedure ed attività di prevenzione, di educazione e comunicazione dei contenuti di Protezione Civile Dal corso di laurea in Attività di Protezione Civile, escono pertanto, nuovi professionisti, secondo un iter di studi, assolutamente originale nel panorama universitario italiano, consapevoli della vulnerabilità dei territori e del necessario approccio alla gestione dei loro diversi rischi, in tempo di pace ed in emergenza. Gli studenti in Protezione Civile provengono da un bacino di utenza culturale e nazionale molto ampio, motivati dalla consapevolezza dei rischi presenti nei territori di appartenenza, disposti alla condivisione dei problemi connessi e, attraverso il corso di studi, addestrati alla risoluzione degli stessi Le loro competenze ed esperienze vengono maturate attraverso un percorso universitario organizzato in lezioni frontali ed esercitazioni che affrontano i più diversi scenari di rischio teorici e pratici: sismico (Abruzzo), vulcanico (Etna e Vesuvio), idrogeologico (Vajont e Sarno), da tsunami e uragani (Sri Lanka, News Orleans), incendio, ecc. nonché i rischi di natura batteriologico-chimica (Sars, Aviaria), ecc. La percezione e l’acquisizione da parte della collettività, infine, dei fattori di rischio di un territorio va trasmessa nel pieno rigore scientifico, ma comunicata in maniera accessibile e condivisa con un’utenza culturalmente ampia, per avere la giusta conoscenza dei processi naturali e procedere ad una corretta gestione dei loro effetti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


