La reazione a catena della polimerasi (PCR) nell’infezione da Rhodococcus equi rappresenta da tempo un utile strumento diagnostico, consentendo di identificare, in breve tempo, gli stipiti virulenti. In questo lavoro viene descritto un protocollo di PCR nested sviluppato per aumentare sensibilità e specificità analitiche del test rispetto ad un protocollo di PCR classico, a singolo ciclo, al fine di migliorarne le prestazioni per un uso clinico. In questo studio sono stati sottoposti ai due protocolli di PCR 36 ceppi di R.equi, 31 campioni clinici da cui è stato isolato R.equi e 14 campioni fecali di puledri provenienti da un allevamento in cui la malattia era endemica. Una sensibilità analitica del protocollo nested cento volte superiore rispetto al protocollo classico ha consentito di identificare come positivi 7 campioni clinici (22%) e 3 campioni fecali di puledri che erano risultati negativi con il protocollo classico. La possibilità di applicare la PCR nested direttamente su campioni clinici e la sua maggior sensibilità analitica e diagnostica rendono questo test un valido strumento nei casi in cui non sia possibile raggiungere una diagnosi di certezza con il normale iter diagnostico oppure quando è necessario effettuare un’indagine epidemiologica per conoscere la diffusione dello stipite virulento in una scuderia.

Sviluppo di un protocollo nested PCR per la diagnosi di infezione da Rhodococcus equi

MARENZONI, Maria Luisa;COPPOLA, GIACOMO;CAPPELLI, Katia;CAPOMACCIO, STEFANO;FELICETTI, MICHELA;CERCONE, MARTA;LEPRI, Elvio;COLETTI, Mauro;PASSAMONTI, Fabrizio
2011-01-01

Abstract

La reazione a catena della polimerasi (PCR) nell’infezione da Rhodococcus equi rappresenta da tempo un utile strumento diagnostico, consentendo di identificare, in breve tempo, gli stipiti virulenti. In questo lavoro viene descritto un protocollo di PCR nested sviluppato per aumentare sensibilità e specificità analitiche del test rispetto ad un protocollo di PCR classico, a singolo ciclo, al fine di migliorarne le prestazioni per un uso clinico. In questo studio sono stati sottoposti ai due protocolli di PCR 36 ceppi di R.equi, 31 campioni clinici da cui è stato isolato R.equi e 14 campioni fecali di puledri provenienti da un allevamento in cui la malattia era endemica. Una sensibilità analitica del protocollo nested cento volte superiore rispetto al protocollo classico ha consentito di identificare come positivi 7 campioni clinici (22%) e 3 campioni fecali di puledri che erano risultati negativi con il protocollo classico. La possibilità di applicare la PCR nested direttamente su campioni clinici e la sua maggior sensibilità analitica e diagnostica rendono questo test un valido strumento nei casi in cui non sia possibile raggiungere una diagnosi di certezza con il normale iter diagnostico oppure quando è necessario effettuare un’indagine epidemiologica per conoscere la diffusione dello stipite virulento in una scuderia.
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