La varietà di definizione dei beni artistici si riflette nella complessità di valutazione delle opere d’arte. Il bene artistico presenta una duplice valenza artistica ed economica, di non facile lettura da parte dei non addetti ai lavori. Dialogare con la propria banca su questi aspetti è la possibilità consentita ai clienti che utilizzano i servizi di art banking. L’art banking, proposto nell’ambito dell’attività di wealth management, dedicati alla clientela privata di alta gamma, rappresenta un’opportunità per la banca di rafforzare il legame con la cliente. Attraverso i servizi di art banking, infatti, la banca: 1) offre agli investitori un’opportunità di diversificazione del rischio con orizzonte temporale di lungo termine; 2) amplia la gamma di servizi alla clientela in una logica di wealth management, supportando la costruzione, la valorizzazione, la gestione e la manutenzione del patrimonio artistico del cliente “esperto”; affiancando i clienti “neofiti” in un percorso di educazione all’arte; fornendo assistenza indipendente per la valorizzazione e la gestione di patrimoni artistici ereditati; 3) rafforza la propria corporate image e facilita il networking tra i clienti. Unitamente a queste opportunità occorre prendere in considerazione alcune dimensioni di “rischio” che la banca si assume “per conto del cliente” e/o “in proprio” nel momento in cui amplia la propria gamma di servizi attraverso l’art banking. Occorre valutare infatti se è effettiva l’opportunità di diversificazione, dal momento che è difficile applicare la metrica tradizionale, appresa sui mercati finanziari, alla misurazione del rischio dell’investimento sul mercato dei beni artistici, dove niente è standard e tutto è unico. Inoltre, i costi di transazione e i costi di detenzione di portafogli di opere d’arte sono elevati e frequentemente non sono conteggiati nelle verifiche empiriche svolte sui rendimenti del mercato dell’arte. Infine, le problematiche relative all’autenticità e ai rischi legali assunti indirettamente “per conto” del cliente si possono tradurre in rischio diretto “in conto proprio”, operativo e reputazionale, per la banca. L’arte come opportunità di investimento è analizzata nella prima e nella seconda parte del presente articolo, evidenziando le caratteristiche e il profilo del rischio degli investimenti diretti e indiretti in arte. Nella terza parte si osservano alcune formule di art advisory, che comprendono servizi di risk management operativo del patrimonio artistico del cliente e le soluzioni organizzative adottate dagli operatori per i quali l’art banking è un prezioso elemento di differenziazione della propria offerta di wealth management.

Investimento in arte: opportunità e rischi nel wealth management

MUSILE TANZI, Paola
2007

Abstract

La varietà di definizione dei beni artistici si riflette nella complessità di valutazione delle opere d’arte. Il bene artistico presenta una duplice valenza artistica ed economica, di non facile lettura da parte dei non addetti ai lavori. Dialogare con la propria banca su questi aspetti è la possibilità consentita ai clienti che utilizzano i servizi di art banking. L’art banking, proposto nell’ambito dell’attività di wealth management, dedicati alla clientela privata di alta gamma, rappresenta un’opportunità per la banca di rafforzare il legame con la cliente. Attraverso i servizi di art banking, infatti, la banca: 1) offre agli investitori un’opportunità di diversificazione del rischio con orizzonte temporale di lungo termine; 2) amplia la gamma di servizi alla clientela in una logica di wealth management, supportando la costruzione, la valorizzazione, la gestione e la manutenzione del patrimonio artistico del cliente “esperto”; affiancando i clienti “neofiti” in un percorso di educazione all’arte; fornendo assistenza indipendente per la valorizzazione e la gestione di patrimoni artistici ereditati; 3) rafforza la propria corporate image e facilita il networking tra i clienti. Unitamente a queste opportunità occorre prendere in considerazione alcune dimensioni di “rischio” che la banca si assume “per conto del cliente” e/o “in proprio” nel momento in cui amplia la propria gamma di servizi attraverso l’art banking. Occorre valutare infatti se è effettiva l’opportunità di diversificazione, dal momento che è difficile applicare la metrica tradizionale, appresa sui mercati finanziari, alla misurazione del rischio dell’investimento sul mercato dei beni artistici, dove niente è standard e tutto è unico. Inoltre, i costi di transazione e i costi di detenzione di portafogli di opere d’arte sono elevati e frequentemente non sono conteggiati nelle verifiche empiriche svolte sui rendimenti del mercato dell’arte. Infine, le problematiche relative all’autenticità e ai rischi legali assunti indirettamente “per conto” del cliente si possono tradurre in rischio diretto “in conto proprio”, operativo e reputazionale, per la banca. L’arte come opportunità di investimento è analizzata nella prima e nella seconda parte del presente articolo, evidenziando le caratteristiche e il profilo del rischio degli investimenti diretti e indiretti in arte. Nella terza parte si osservano alcune formule di art advisory, che comprendono servizi di risk management operativo del patrimonio artistico del cliente e le soluzioni organizzative adottate dagli operatori per i quali l’art banking è un prezioso elemento di differenziazione della propria offerta di wealth management.
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