Lo sbarramento di Montedoglio (AR), sul Tevere, è stata progettata nei primi anni 1970; il bacino idrografico a monte della diga misura 302.7 km2. Il bacino è costituito prevalentemente dalle formazioni dell’Alberese, delle Argille Scagliose e del Macigno del Mugello, mentre il lago è impostato prevalentemente sulle Argille Scagliose e sulla Marnoso Arenacea, tutte caratterizzate da permeabilità da medio-bassa a molto bassa. I piani gestionali prevedono che l’invaso fornisca acqua per uso irriguo alla Val di Chiana Toscana e alle aree limitrofe al Lago Trasimeno, oltre che per l’uso idropotabile di molti comuni umbri e toscani. In base al bilancio idrogeologico e alla luce del trend climatico in atto nell’Italia centrale, il lavoro stima i volumi che l’invaso può e potrà, presumibilmente, fornire nei prossimi decenni. Per l’Italia Centrale vari lavori, infatti, hanno indicato che attualmente il clima della regione sta passando attraverso una fase siccitosa, da ricondursi al più generale problema delle variazioni climatiche a scala globale. L’analisi delle serie storiche termo-pluviometriche degli ultimi 70 anni dell’area dove è ubicato il serbatoio di Montedoglio ha evidenziato in molte stazioni un decremento, statisticamente significativo, delle piogge annue e un aumento delle temperature medie annue. I primi risultati, basati su un bilancio idrogeologico che tiene conto dell’evoluzione del clima, suggeriscono, per i prossimi decenni, una non trascurabile diminuzione delle portate rispetto a quelle ricavabili dai dati climatici all’epoca della progettazione (1929-1960) e dai dati relativi ai decenni successivi. Ciò pone il problema se gli attuali piani di gestione ed uso siano adeguati all’attuale fase climatica.

Effetti delle variazioni climatiche sulle risorse idriche: il caso della diga di Montedoglio (Arezzo)

DI MATTEO, Lucio;DRAGONI, Valter Ulderico;VALIGI, Daniela
2006

Abstract

Lo sbarramento di Montedoglio (AR), sul Tevere, è stata progettata nei primi anni 1970; il bacino idrografico a monte della diga misura 302.7 km2. Il bacino è costituito prevalentemente dalle formazioni dell’Alberese, delle Argille Scagliose e del Macigno del Mugello, mentre il lago è impostato prevalentemente sulle Argille Scagliose e sulla Marnoso Arenacea, tutte caratterizzate da permeabilità da medio-bassa a molto bassa. I piani gestionali prevedono che l’invaso fornisca acqua per uso irriguo alla Val di Chiana Toscana e alle aree limitrofe al Lago Trasimeno, oltre che per l’uso idropotabile di molti comuni umbri e toscani. In base al bilancio idrogeologico e alla luce del trend climatico in atto nell’Italia centrale, il lavoro stima i volumi che l’invaso può e potrà, presumibilmente, fornire nei prossimi decenni. Per l’Italia Centrale vari lavori, infatti, hanno indicato che attualmente il clima della regione sta passando attraverso una fase siccitosa, da ricondursi al più generale problema delle variazioni climatiche a scala globale. L’analisi delle serie storiche termo-pluviometriche degli ultimi 70 anni dell’area dove è ubicato il serbatoio di Montedoglio ha evidenziato in molte stazioni un decremento, statisticamente significativo, delle piogge annue e un aumento delle temperature medie annue. I primi risultati, basati su un bilancio idrogeologico che tiene conto dell’evoluzione del clima, suggeriscono, per i prossimi decenni, una non trascurabile diminuzione delle portate rispetto a quelle ricavabili dai dati climatici all’epoca della progettazione (1929-1960) e dai dati relativi ai decenni successivi. Ciò pone il problema se gli attuali piani di gestione ed uso siano adeguati all’attuale fase climatica.
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