L’attuale crisi dei mercati finanziari, originatasi negli Stati Uniti d’America a partire dagli anni 2007-2008, ha dato origine ad un rinnovato dibattito sulle prospettive evolutive del sistema capitalistico, sui rapporti tra Stato e mercato e sul ruolo assunto dall’intervento pubblico nel sistema finanziario. Nel corso della storia del capitalismo statunitense, infatti, l’analisi dell’evoluzione della regulation dei mercati conferma l’esistenza di un nesso di proporzionalità diretta tra periodiche crisi sistemiche e l’approvazione di interventi legislativi finalizzati a rafforzare la stabilità finanziaria e la tutela degli investitori. Il saggio contiene un’illustrazione delle caratteristiche principali del modello statunitense di regolazione dei mercati finanziari, partendo dalla legislazione di stampo dirigista approvata durante il New Deal, per arrivare all’attuale fase contrassegnata da una tendenza verso la New Economic Regulation, dopo circa un ventennio che aveva evidenziato, invece, un processo di liberalizzazione e deregulation degli stessi mercati. In effetti i reiterati episodi di crisi dei mercati finanziari verificatisi nell’ultimo decennio, a seguito prima dei grandi scandali societari esplosi nel 2001 (con conseguenti crack di alcune grandi gruppi come la Enron e la Worldcom) e successivamente della gravissima crisi bancaria iniziata nel 2007, hanno indotto il Governo federale statunitense ad intervenre per incrementare la regolazione dei mercati e rafforzare i poteri di supervisione e di enforcement spettanti alle Autorità di vigilanza. Il saggio si conclude con un’illustrazione dei contenuti essenziali del progetto di riforma dell’ordinamento dei mercati finanziari elaborato dall’Amminsitrazione Obama (Financial Regulatory Reform) per fare fronte alla crisi sul piano della revisione delle regole.

Il risparmio nell'ordinamento degli Stati Uniti d'America tra crisi finanziarie e regulation dei mercati

PIERINI, Andrea
2009

Abstract

L’attuale crisi dei mercati finanziari, originatasi negli Stati Uniti d’America a partire dagli anni 2007-2008, ha dato origine ad un rinnovato dibattito sulle prospettive evolutive del sistema capitalistico, sui rapporti tra Stato e mercato e sul ruolo assunto dall’intervento pubblico nel sistema finanziario. Nel corso della storia del capitalismo statunitense, infatti, l’analisi dell’evoluzione della regulation dei mercati conferma l’esistenza di un nesso di proporzionalità diretta tra periodiche crisi sistemiche e l’approvazione di interventi legislativi finalizzati a rafforzare la stabilità finanziaria e la tutela degli investitori. Il saggio contiene un’illustrazione delle caratteristiche principali del modello statunitense di regolazione dei mercati finanziari, partendo dalla legislazione di stampo dirigista approvata durante il New Deal, per arrivare all’attuale fase contrassegnata da una tendenza verso la New Economic Regulation, dopo circa un ventennio che aveva evidenziato, invece, un processo di liberalizzazione e deregulation degli stessi mercati. In effetti i reiterati episodi di crisi dei mercati finanziari verificatisi nell’ultimo decennio, a seguito prima dei grandi scandali societari esplosi nel 2001 (con conseguenti crack di alcune grandi gruppi come la Enron e la Worldcom) e successivamente della gravissima crisi bancaria iniziata nel 2007, hanno indotto il Governo federale statunitense ad intervenre per incrementare la regolazione dei mercati e rafforzare i poteri di supervisione e di enforcement spettanti alle Autorità di vigilanza. Il saggio si conclude con un’illustrazione dei contenuti essenziali del progetto di riforma dell’ordinamento dei mercati finanziari elaborato dall’Amminsitrazione Obama (Financial Regulatory Reform) per fare fronte alla crisi sul piano della revisione delle regole.
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