Fra le varie problematiche affrontate per l’ottenimento di prodotti alimentari che garantiscano la tutela della salute del consumatore grande rilevanza hanno avuto anche l’individuazione, la caratterizzazione e la gestione del rischio tossicologico derivante dall’eventuale presenza di residui di farmaci utilizzati nella terapia veterinaria nelle derrate di origine animale. In questa ottica si inserisce la necessità di creare filiere acquacolturiere che garantiscano al consumatore una produzione di pesce allevato di elevato standard, sia da un punto di vista qualitativo che di sanità. Nell’ambito dell’individuazione di tutti gli aspetti che siano garanti del processo produttivo del pesce allevato, lo scopo di questa ricerca è stato quello di valutare l’eventuale presenza di residui degli agenti terapeutici autorizzati in acquicoltura (amoxicillina, ossitetraciclina, flumechina, sulfadiazina e trimetoprim) nei tessuti edibili della trota iridea (Oncorynchus mykiss) lungo tutta la filiera produttiva, cioè nel corso della fase di ingrasso e al momento della commercializzazione. L’indagine è stata effettuata presso l’allevamento “Le GRU”, situata a Camino al Tagliamento (Udine), in quanto rappresentativo degli impianti di troticoltura attivi in Friuli Venezia Giulia e in Italia. I prelievi sono stati effettuati durante tutto il periodo da ottobre 2007 ad ottobre 2008, pertanto durante tutta la fase di ingrasso fino alla macellazione. Allo scopo sono state messe a punto metodiche analitiche in grado di garantire l’individuazione di eventuali quote residuali delle diverse molecole indagate fino a valori (Limiti di Quantificazione – LOQ – della metodica analitica) pari almeno alla metà del Limite Massimo Residuale (MRL) consentito dal Reg. UE n. 37/2010 per ciascuna molecola antibatterica considerata. Tali metodiche hanno dimostrato di avere le seguenti caratteristiche: valore del coefficiente di regressione sempre molto vicino ad 1, percentuale di variazione inter-day sempre inferiore al 15% e percentuale di accuratezza sempre compresa tra 90 e 120%, parametri che attestano la validità, in termini di sensibilità, riproducibilità ed affidabilità, delle procedure analitiche adottate nella nostra ricerca per la valutazione della presenza o meno di antibiotici nella filiera della trota. Tutti i campioni processati sono risultati avere concentrazioni inferiori al LOQ della metodica analitica utilizzata per ciascuna delle molecole indagate, il che consente di affermare la salubrità delle derrate ittiche destinate al consumo umano. L’indesiderata presenza di residui farmacologici nei tessuti edibili di animali è documentata non solo a seguito di trattamenti terapeutici, ma anche per fenomeni di “cross contamination” dei mangimi per un effetto di trascinamento o di una contaminazione ambientale da farmaci per precedenti terapie effettuate in allevamento. Il riscontro di negatività di quote residuali lungo tutta la filiera produttiva delle trote in allevamento accertata nel corso di questa ricerca ci permette di affermare la correttezza nella gestione dell’allevamento relativamente ai trattamenti farmacologici.

Valutazione dell'eventuale presenza di residui di farmaci nei tessuti edibili di trota iridea (Oncorynchus mykiss) lungo tutta la filiera produttiva

DI SALVO, Alessandra;DELLA ROCCA, Giorgia;MALVISI, Jose'
2010

Abstract

Fra le varie problematiche affrontate per l’ottenimento di prodotti alimentari che garantiscano la tutela della salute del consumatore grande rilevanza hanno avuto anche l’individuazione, la caratterizzazione e la gestione del rischio tossicologico derivante dall’eventuale presenza di residui di farmaci utilizzati nella terapia veterinaria nelle derrate di origine animale. In questa ottica si inserisce la necessità di creare filiere acquacolturiere che garantiscano al consumatore una produzione di pesce allevato di elevato standard, sia da un punto di vista qualitativo che di sanità. Nell’ambito dell’individuazione di tutti gli aspetti che siano garanti del processo produttivo del pesce allevato, lo scopo di questa ricerca è stato quello di valutare l’eventuale presenza di residui degli agenti terapeutici autorizzati in acquicoltura (amoxicillina, ossitetraciclina, flumechina, sulfadiazina e trimetoprim) nei tessuti edibili della trota iridea (Oncorynchus mykiss) lungo tutta la filiera produttiva, cioè nel corso della fase di ingrasso e al momento della commercializzazione. L’indagine è stata effettuata presso l’allevamento “Le GRU”, situata a Camino al Tagliamento (Udine), in quanto rappresentativo degli impianti di troticoltura attivi in Friuli Venezia Giulia e in Italia. I prelievi sono stati effettuati durante tutto il periodo da ottobre 2007 ad ottobre 2008, pertanto durante tutta la fase di ingrasso fino alla macellazione. Allo scopo sono state messe a punto metodiche analitiche in grado di garantire l’individuazione di eventuali quote residuali delle diverse molecole indagate fino a valori (Limiti di Quantificazione – LOQ – della metodica analitica) pari almeno alla metà del Limite Massimo Residuale (MRL) consentito dal Reg. UE n. 37/2010 per ciascuna molecola antibatterica considerata. Tali metodiche hanno dimostrato di avere le seguenti caratteristiche: valore del coefficiente di regressione sempre molto vicino ad 1, percentuale di variazione inter-day sempre inferiore al 15% e percentuale di accuratezza sempre compresa tra 90 e 120%, parametri che attestano la validità, in termini di sensibilità, riproducibilità ed affidabilità, delle procedure analitiche adottate nella nostra ricerca per la valutazione della presenza o meno di antibiotici nella filiera della trota. Tutti i campioni processati sono risultati avere concentrazioni inferiori al LOQ della metodica analitica utilizzata per ciascuna delle molecole indagate, il che consente di affermare la salubrità delle derrate ittiche destinate al consumo umano. L’indesiderata presenza di residui farmacologici nei tessuti edibili di animali è documentata non solo a seguito di trattamenti terapeutici, ma anche per fenomeni di “cross contamination” dei mangimi per un effetto di trascinamento o di una contaminazione ambientale da farmaci per precedenti terapie effettuate in allevamento. Il riscontro di negatività di quote residuali lungo tutta la filiera produttiva delle trote in allevamento accertata nel corso di questa ricerca ci permette di affermare la correttezza nella gestione dell’allevamento relativamente ai trattamenti farmacologici.
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