La rappresentazione dell’insieme di fenomeni relativi al diritto tramite la formulazione “esperienza giuridica” ha segnato la seconda metà del Novecento e continua ad essere ampiamente utilizzata, ma in modo tutt’altro che univoco. L’indagine specifica che qui si avvia con riferimento a un giurista-filosofo quale Alessandro Giuliani, che ad essa ha dedicato espressamente una delle sue prime monografie ("Ricerche in tema di esperienza giuridica", del 1957) e ha continuato costantemente a ricorrervi, può costituire, nella espressa delimitazione dell’ambito, prima tappa di un proprio parziale contributo alla riflessione complessiva sul tema. La esposizione sceglie un taglio sintetico, suffragandolo con precise indicazioni testuali, per individuare nel pensiero giulianeo modi e contesti della rappresentazione di esperienza giuridica e del suo studio. Ne emergono più connotazioni di esperienza giuridica: in chiave unitaria (se ne parla sempre al singolare e se ne predica espressamente unità/unitarietà); in chiave globale, come un tutto; in chiave di specificità e in chiave di autonomia da altre esperienze, in specie esperienza politica ed esperienza economica; in chiave di costanza nel tempo e in chiave di persistenze, che la caratterizzano potenziandone la irriducibilità ad altre esperienze (già emersa come autonomia da esse); in chiave di certezze, che vi si coagulano (la più importante essendo l’unità della scienza giuridica). Così pure, emergono più connotazioni dello studio di esperienza giuridica: in chiave del valore conoscitivo, che assume grazie al suo oggetto; in chiave della prospettiva soggettivistica che deve guidarlo (a parte subiecti); in chiave di duplicità di saperi – di metodi? di prospettive? – che esso richiede (studio filosofico, studio storico, e per entrambi il risolversi in esso). Il rapido raffronto con le posizioni di un giurista-storico quale Orestano, con cui Giuliani espressamente si misura, mette in luce la diversità di concezioni: il senso sostanziale (ontologico?) con cui Giuliani assume “esperienza giuridica”, attribuendo allo studioso ruolo di ‘osservatore’ e ‘scopritore’ così da poterne tracciare l’inventario; il senso convenzionale e vicariale con cui l’assume Orestano, quale nozione con cui operare. Pure, o proprio per questo, è Giuliani a cogliere sino in fondo l’implicazione del pensiero di questi – il suo è studio di singole esperienze giuridiche, più che studio dell’esperienza giuridica – mentre Orestano arriva alla consapevolezza di considerarle esperienze singole dopo essersi attardato per anni a considerarle esperienze particolari rispetto a una esperienza giuridica generale, se non addirittura universale. La fecondità della linea di indagine ha già ottenuto un riconoscimento con il Seminario perugino del novembre 2011: dodici giuristi di varie discipline e università hanno discusso intorno a «Riccardo Orestano –Alessandro Giuliani: un confronto su studio storico e studio filosofico dell’esperienza giuridica», muovendo espressamente dalla analisi affrontata preliminarmente in questo contributo. Si è quindi proseguito in tale direzione approfondendo la ricerca in un lavoro più ampio, attualmente in prime bozze, che uscirà nella collana di Giuffrè “Per la storia del pensiero giuridico moderno” come parte di libro (in "Alessandro Giuliani: l’esperienza giuridica fra logica ed etica", a cura di F. Cerrone-G. Repetto, Milano 2012).

Giuliani, Orestano, l'esperienza giuridica

CAMPOLUNGHI, Maria
2010

Abstract

La rappresentazione dell’insieme di fenomeni relativi al diritto tramite la formulazione “esperienza giuridica” ha segnato la seconda metà del Novecento e continua ad essere ampiamente utilizzata, ma in modo tutt’altro che univoco. L’indagine specifica che qui si avvia con riferimento a un giurista-filosofo quale Alessandro Giuliani, che ad essa ha dedicato espressamente una delle sue prime monografie ("Ricerche in tema di esperienza giuridica", del 1957) e ha continuato costantemente a ricorrervi, può costituire, nella espressa delimitazione dell’ambito, prima tappa di un proprio parziale contributo alla riflessione complessiva sul tema. La esposizione sceglie un taglio sintetico, suffragandolo con precise indicazioni testuali, per individuare nel pensiero giulianeo modi e contesti della rappresentazione di esperienza giuridica e del suo studio. Ne emergono più connotazioni di esperienza giuridica: in chiave unitaria (se ne parla sempre al singolare e se ne predica espressamente unità/unitarietà); in chiave globale, come un tutto; in chiave di specificità e in chiave di autonomia da altre esperienze, in specie esperienza politica ed esperienza economica; in chiave di costanza nel tempo e in chiave di persistenze, che la caratterizzano potenziandone la irriducibilità ad altre esperienze (già emersa come autonomia da esse); in chiave di certezze, che vi si coagulano (la più importante essendo l’unità della scienza giuridica). Così pure, emergono più connotazioni dello studio di esperienza giuridica: in chiave del valore conoscitivo, che assume grazie al suo oggetto; in chiave della prospettiva soggettivistica che deve guidarlo (a parte subiecti); in chiave di duplicità di saperi – di metodi? di prospettive? – che esso richiede (studio filosofico, studio storico, e per entrambi il risolversi in esso). Il rapido raffronto con le posizioni di un giurista-storico quale Orestano, con cui Giuliani espressamente si misura, mette in luce la diversità di concezioni: il senso sostanziale (ontologico?) con cui Giuliani assume “esperienza giuridica”, attribuendo allo studioso ruolo di ‘osservatore’ e ‘scopritore’ così da poterne tracciare l’inventario; il senso convenzionale e vicariale con cui l’assume Orestano, quale nozione con cui operare. Pure, o proprio per questo, è Giuliani a cogliere sino in fondo l’implicazione del pensiero di questi – il suo è studio di singole esperienze giuridiche, più che studio dell’esperienza giuridica – mentre Orestano arriva alla consapevolezza di considerarle esperienze singole dopo essersi attardato per anni a considerarle esperienze particolari rispetto a una esperienza giuridica generale, se non addirittura universale. La fecondità della linea di indagine ha già ottenuto un riconoscimento con il Seminario perugino del novembre 2011: dodici giuristi di varie discipline e università hanno discusso intorno a «Riccardo Orestano –Alessandro Giuliani: un confronto su studio storico e studio filosofico dell’esperienza giuridica», muovendo espressamente dalla analisi affrontata preliminarmente in questo contributo. Si è quindi proseguito in tale direzione approfondendo la ricerca in un lavoro più ampio, attualmente in prime bozze, che uscirà nella collana di Giuffrè “Per la storia del pensiero giuridico moderno” come parte di libro (in "Alessandro Giuliani: l’esperienza giuridica fra logica ed etica", a cura di F. Cerrone-G. Repetto, Milano 2012).
2010
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/766497
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