Lo stato di salute della popolazione “over 50” in Europa. Uno studio comparativo tra nativi e immigrati. Bussini Odoardo1, Lanari Donatella2 1 Dipartimento di Economia, Finanza e Statistica, Università degli Studi di Perugia 2 Dipartimento di Scienze Demografiche, Università di Roma La Sapienza e-mail corresponding author: obussini@stat.unipg.it Obiettivi L’obiettivo principale dello studio è quello di valutare lo stato di salute della popolazione con più di 50 anni in Europa, analizzando le differenze tra migranti, definiti come persone nate in un paese diverso da quello in cui l’intervista è stata condotta, e popolazione nativa. L’interesse per questo aspetto deriva dal fatto che il numero dei migranti anziani in Europa è destinato ad aumentare in tempi relativamente rapidi con il raggiungimento dell’età della pensione di tutti quei lavoratori emigrati caratterizzati da un più lungo progetto migratorio. Alcuni studi epidemiologici comparativi realizzati in Europa hanno evidenziato una più alta morbidità degli immigrati rispetto alle popolazioni native (Silveira et al. 2002; Ronellenfitsch et al. 2004; Carrasco-Garrido et al. 2007). Secondo la teoria della “double jeopardy” gli immigrati non più giovani hanno peggiori condizioni di salute perché oggetto di una doppia discriminazione, legata, da una parte, ai problemi della vecchiaia e, dall’altra, ad una serie complessa di fattori che possono influire sulla salute dell’immigrato quali le condizioni e motivazioni della migrazione, la specificità dei sistemi nazionali di welfare del paese di destinazione, la lingua, la nostalgia della patria e la cultura d’origine, le scarse informazioni sull’assistenza e, non ultimo, il più basso status economico-sociale (Norman, 1985). Il nostro studio si propone di analizzare i seguenti aspetti: la condizione e la percezione della salute degli immigrati sono significativamente differenti dalla popolazione autoctona? Quanto lo status di migrante può condizionare lo stato di salute nel corso della vita? Quali fattori, individuali, familiari o socio-economici possono condizionare i livelli differenziali di salute? In pratica si tratta di indagare se esistono significative differenze nelle condizioni di salute -valutata attraverso la salute percepita, le malattie croniche e i disturbi mentali- tra immigrati e nativi, nonché di testare l’ipotesi se eventuali disparità possano essere ricondotte al fattore “etnico”. Dati e metodi La banca dati utilizzata è la prima rilevazione del 2004 di SHARE, acronimo di Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe, un database multidisciplinare di microdati delle condizioni di salute, socio-economiche e relative al “network sociale e familiare” di individui con un’età sopra i 50 anni in 11 paesi europei. Il campione di intervistati è formato da 28.517 individui, tra cui 2.351 (8,2%) sono nati al di fuori del paese in cui è stata condotta l’intervista. Gli indicatori delle condizioni di salute proposti come variabili risposta sono: a) la percezione individuale della salute, secondo una scala che va da “molto buona” a “pessima”; b) le malattie croniche; c) i sintomi depressivi riportati dall’intervistato. Nelle stime empiriche la natura categoriale di queste variabili è dicotomizzata in modo da poter valutare la probabilità di risposta rispetto ad alcune variabili di interesse socio-demografico, economico, connesse a comportamenti a rischio e, soprattutto, a quelle relative allo status di immigrato quali la durata dell’immigrazione, accessibilità ai servizi ecc...Il principale indicatore utilizzato per discriminare le risposte sulle condizioni di salute di immigranti e autoctoni è costruito come variabile d’interazione tra l’essere immigrato e la durata dell’immigrazione. La metodologia di analisi proposta per la valutazione degli obiettivi consiste in un’analisi probabilistica multivariata, in cui sono analizzati gli effetti differenziali nella percezione della salute tra immigrati e autoctoni. La presenza di condizioni macroeconomiche differenziali tra i paesi europei rappresenta una variabilità difficilmente controllabile attraverso l’inclusione di effetti fissi. Ne sono un esempio le eterogenee politiche fiscali nazionali, e in particolare quelle sociali e sanitarie, che attraverso normative specifiche possono generare un impatto differenziato sugli immigrati e non. Al fine di includere questi aspetti, la percezione della salute è così analizzata attraverso modelli di analisi multilevel. Risultati I risultati emersi da questo studio tracciano il profilo delle condizioni di salute degli over 50 in Europa delineando, attraverso gli indicatori dello stato di salute, uno scenario relativamente sfavorevole per gli immigrati. I modelli statistici evidenziano, in particolare, un livello di soddisfazione della salute percepita, sia fisica che mentale, nella popolazione immigrata decrescente all’aumentare del periodo di tempo vissuto nel paese ospitante. Per quanto riguarda le malattie croniche, invece, non sono state riscontrate significative difformità tra nativi e immigrati. Controllando le differenze di genere si riscontra una peggiore condizione tra le donne rispetto alle persone di sesso maschile. Oltre all’etnicità, i modelli statistici mostrano l’importanza che rivestono fattori quali l’età, il basso livello d’istruzione, la presenza di malattie croniche o l’essere single nel determinare una più alta probabilità nel percepire un peggiore stato di salute, mentre l’essere occupato oppure vivere in coppia si riflette in una migliore soddisfazione della salute fisica e psichica. Riferimenti bibliografici Angel, J.L., Buckley, C.J. and Sakamoto, A. (2001) Duration or Disadvantage? Exploring Nativity, Ethnicity, and Health in Midlife, The Journals of Gerontology Series B: Psychological Sciences and Social Sciences 56: 275-284. Carrasco-Garrido, P., Gil, A., Hernández, V. and Jiménez-García, R. (2007) Health profiles, lifestyles and use of health resources by the immigrant population resident in Spain, European Journal of Public Health 17: 503-507. Norman A (1985) Triple jeopardy: growing old in a second homeland. Centre for policy on aging, London. Pudaric, S., Sundquist, J. and Johansson, S.E. (2003) Country of birth, instrumental activities of daily living, self-rated health and mortality: a Swedish population-based survey of people aged 55–74, Social Science & Medecine 56 (12): 2493-2503. Ronellenfitsch, U. and Razum, O. (2004) Deteriorating health satisfaction among immigrants from Eastern Europe to Germany, International Journal for Equity in Health, 3:4. SHARE (Survey of Health, Aging and Retirement in Europe). <http://www.share-project.org/>. Silveira, E., Skoog, I., Sundh, V., Allebeck, P. and Steen, B. (2002) Health and well-being among 70-year-old migrants living in Sweden – results from the H 70 gerontological and geriatric population studies in Göteborg, Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology 37:13-22

Lo stato di salute della popolazione “over 50” in Europa. Uno studio comparativo tra nativi e immigrati.

BUSSINI, Odoardo;LANARI, Donatella
2009

Abstract

Lo stato di salute della popolazione “over 50” in Europa. Uno studio comparativo tra nativi e immigrati. Bussini Odoardo1, Lanari Donatella2 1 Dipartimento di Economia, Finanza e Statistica, Università degli Studi di Perugia 2 Dipartimento di Scienze Demografiche, Università di Roma La Sapienza e-mail corresponding author: obussini@stat.unipg.it Obiettivi L’obiettivo principale dello studio è quello di valutare lo stato di salute della popolazione con più di 50 anni in Europa, analizzando le differenze tra migranti, definiti come persone nate in un paese diverso da quello in cui l’intervista è stata condotta, e popolazione nativa. L’interesse per questo aspetto deriva dal fatto che il numero dei migranti anziani in Europa è destinato ad aumentare in tempi relativamente rapidi con il raggiungimento dell’età della pensione di tutti quei lavoratori emigrati caratterizzati da un più lungo progetto migratorio. Alcuni studi epidemiologici comparativi realizzati in Europa hanno evidenziato una più alta morbidità degli immigrati rispetto alle popolazioni native (Silveira et al. 2002; Ronellenfitsch et al. 2004; Carrasco-Garrido et al. 2007). Secondo la teoria della “double jeopardy” gli immigrati non più giovani hanno peggiori condizioni di salute perché oggetto di una doppia discriminazione, legata, da una parte, ai problemi della vecchiaia e, dall’altra, ad una serie complessa di fattori che possono influire sulla salute dell’immigrato quali le condizioni e motivazioni della migrazione, la specificità dei sistemi nazionali di welfare del paese di destinazione, la lingua, la nostalgia della patria e la cultura d’origine, le scarse informazioni sull’assistenza e, non ultimo, il più basso status economico-sociale (Norman, 1985). Il nostro studio si propone di analizzare i seguenti aspetti: la condizione e la percezione della salute degli immigrati sono significativamente differenti dalla popolazione autoctona? Quanto lo status di migrante può condizionare lo stato di salute nel corso della vita? Quali fattori, individuali, familiari o socio-economici possono condizionare i livelli differenziali di salute? In pratica si tratta di indagare se esistono significative differenze nelle condizioni di salute -valutata attraverso la salute percepita, le malattie croniche e i disturbi mentali- tra immigrati e nativi, nonché di testare l’ipotesi se eventuali disparità possano essere ricondotte al fattore “etnico”. Dati e metodi La banca dati utilizzata è la prima rilevazione del 2004 di SHARE, acronimo di Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe, un database multidisciplinare di microdati delle condizioni di salute, socio-economiche e relative al “network sociale e familiare” di individui con un’età sopra i 50 anni in 11 paesi europei. Il campione di intervistati è formato da 28.517 individui, tra cui 2.351 (8,2%) sono nati al di fuori del paese in cui è stata condotta l’intervista. Gli indicatori delle condizioni di salute proposti come variabili risposta sono: a) la percezione individuale della salute, secondo una scala che va da “molto buona” a “pessima”; b) le malattie croniche; c) i sintomi depressivi riportati dall’intervistato. Nelle stime empiriche la natura categoriale di queste variabili è dicotomizzata in modo da poter valutare la probabilità di risposta rispetto ad alcune variabili di interesse socio-demografico, economico, connesse a comportamenti a rischio e, soprattutto, a quelle relative allo status di immigrato quali la durata dell’immigrazione, accessibilità ai servizi ecc...Il principale indicatore utilizzato per discriminare le risposte sulle condizioni di salute di immigranti e autoctoni è costruito come variabile d’interazione tra l’essere immigrato e la durata dell’immigrazione. La metodologia di analisi proposta per la valutazione degli obiettivi consiste in un’analisi probabilistica multivariata, in cui sono analizzati gli effetti differenziali nella percezione della salute tra immigrati e autoctoni. La presenza di condizioni macroeconomiche differenziali tra i paesi europei rappresenta una variabilità difficilmente controllabile attraverso l’inclusione di effetti fissi. Ne sono un esempio le eterogenee politiche fiscali nazionali, e in particolare quelle sociali e sanitarie, che attraverso normative specifiche possono generare un impatto differenziato sugli immigrati e non. Al fine di includere questi aspetti, la percezione della salute è così analizzata attraverso modelli di analisi multilevel. Risultati I risultati emersi da questo studio tracciano il profilo delle condizioni di salute degli over 50 in Europa delineando, attraverso gli indicatori dello stato di salute, uno scenario relativamente sfavorevole per gli immigrati. I modelli statistici evidenziano, in particolare, un livello di soddisfazione della salute percepita, sia fisica che mentale, nella popolazione immigrata decrescente all’aumentare del periodo di tempo vissuto nel paese ospitante. Per quanto riguarda le malattie croniche, invece, non sono state riscontrate significative difformità tra nativi e immigrati. Controllando le differenze di genere si riscontra una peggiore condizione tra le donne rispetto alle persone di sesso maschile. Oltre all’etnicità, i modelli statistici mostrano l’importanza che rivestono fattori quali l’età, il basso livello d’istruzione, la presenza di malattie croniche o l’essere single nel determinare una più alta probabilità nel percepire un peggiore stato di salute, mentre l’essere occupato oppure vivere in coppia si riflette in una migliore soddisfazione della salute fisica e psichica. Riferimenti bibliografici Angel, J.L., Buckley, C.J. and Sakamoto, A. (2001) Duration or Disadvantage? Exploring Nativity, Ethnicity, and Health in Midlife, The Journals of Gerontology Series B: Psychological Sciences and Social Sciences 56: 275-284. Carrasco-Garrido, P., Gil, A., Hernández, V. and Jiménez-García, R. (2007) Health profiles, lifestyles and use of health resources by the immigrant population resident in Spain, European Journal of Public Health 17: 503-507. Norman A (1985) Triple jeopardy: growing old in a second homeland. Centre for policy on aging, London. Pudaric, S., Sundquist, J. and Johansson, S.E. (2003) Country of birth, instrumental activities of daily living, self-rated health and mortality: a Swedish population-based survey of people aged 55–74, Social Science & Medecine 56 (12): 2493-2503. Ronellenfitsch, U. and Razum, O. (2004) Deteriorating health satisfaction among immigrants from Eastern Europe to Germany, International Journal for Equity in Health, 3:4. SHARE (Survey of Health, Aging and Retirement in Europe). . Silveira, E., Skoog, I., Sundh, V., Allebeck, P. and Steen, B. (2002) Health and well-being among 70-year-old migrants living in Sweden – results from the H 70 gerontological and geriatric population studies in Göteborg, Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology 37:13-22
2009
9788883116476
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/923707
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